Realizzare un isolamento acustico: l’errore è dietro l’angolo

Isolamento acustico. Perché farlo?

Perché oggi si arriva a voler fare un lavoro di isolamento acustico, e quali sono i principali errori da evitare? È innegabile, negli ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento dei ritmi frenetici, dello stress, dei lavori coi turni notturni, delle televisioni e delle casse stereo…

La società ha attraversato un profondo cambiamento nel quale, a differenza di prima, oggi ogni persona va a dormire ad un’ora diversa, e così abbiamo:

 

  • l’operaio che alle 22 crolla dalla stanchezza;
  • il turnista che lavora di notte e di giorno DEVE riuscire a riposare
  • il pensionato un po’ sordo che sta su fino a mezzanotte (perché non riesce a dormire) con il volume della tele che sovrasterebbe una mandria di bisonti;
  • lo studente che va a dormire alle 3 del mattino…
  • per non parlare poi dei quasi due anni di didattica a distanza e smart working!
  • E tanti, tanti altri casi in cui – volente o nolente – il vicino diventa per noi una sorta di incubo vivente, separato dalle nostre orecchie solo da una misera parete
edilizia acustica

Tutte queste cose ormai si incontrano, si scontrano ogni giorno e devono trovare un modo di convivere…

E così, hanno portato sempre più spesso le persone a chiedere una sola cosa: SILENZIO!

Per questo le richieste di isolamento acustico, col tempo, sono aumentate continuamente – in quanto è un bisogno sempre più sentito.

Ad esempio…

Il CRESME (Centro Ricerche Economiche e Sociali nel Mercato dell’Edilizia) ha raccolto dati soggettivi dei singoli cittadini, che hanno individuato il seguente ordine di priorità ambientali sulle quali intervenire:

  • per il 23,3% degli intervistati è necessario risolvere innanzitutto il degrado acustico,
  • il 19,8% degli intervistati si concentra invece sul degrado atmosferico mentre
  • per il 15,5% degli intervistati la priorità è il degrado estetico
  • ed infine per il 9,9% degli intervistati è necessario risolvere il degrado idrogeologico.

Quando si parla di isolamento acustico, quindi, bisogna tenere in considerazione quanto emerge: gli italiani percepiscono sì la necessità di contenere l’inquinamento atmosferico, ma ancora di più quella di tutelare il proprio comfort acustico.

Ma devo realizzare subito un isolamento acustico? Quali sono le altre soluzioni?

Come abbiamo visto…

Quando la situazione è esasperante, la necessità di quiete diventa un imperativo dettato dalla nostra salute e dal nostro bisogno biologico e cerebrale di riposare, ricaricare le pile ed avere un luogo in cui trovare il raccoglimento ed il ristoro che meritiamo…

 (tutti fattori che, chi realizza isolamenti acustici, NON può permettersi di trascurare – come ti mostrerò a breve).

Ecco che allora si iniziano a cercare le prime soluzioni.

Di solito, all’inizio, nessuno pensa subito all’isolamento…

la prima cosa che viene in mente sono i tappini per le orecchie, ma si scopre ben presto che fanno poco o niente – oltre ad essere molto scomodi e potenzialmente persino dannosi per le orecchie, se tenuti su tutta la notte (mancanza di traspirazione con possibile insorgenza di infezioni, aumento della pressione all’interno dell’orecchio…etc)  

insonorizzazione

A tal proposito, ti riporto ad esempio quanto affermato dal dottor Luca Malvezzi, Otorinolaringoiatra dell’ospedale Humanitas, in un’intervista:

Vero. Usare tappi per dormire, specialmente nei periodi più caldi dell’anno, impedisce alle orecchie la loro normale traspirazione e può provocare infezioni alle orecchie. Questo accade perché le orecchie, sudando ma non traspirando per la presenza dei tappi per orecchie sono più esposte all’insorgenza di infezioni anche dolorose […]”

Come vedremo più avanti inoltre, vi è un aspetto psicologico importante dietro l’esasperazione portata da un rumore, e di conseguenza l’orecchio diventa molto selettivo quando si sensibilizza su di esso…

Con la conseguenza che ben presto, con il solo tappino, finiamo per sentire “solo” i rumori che ci disturbavano (con ancora più frustrazione), e magari non sentiamo invece chi ci circonda e potrebbe aver bisogno di noi, come nel caso di un bambino che piange, di sommessi rumori di scasso, di una richiesta di aiuto…

Isolamento acustico? Il rischio fregatura è dietro l’angolo

È così che spesso una persona approda, già quasi disperata, all’idea di un isolamento acustico.

E qui comincia un’altra odissea.

Come faccio a realizzare un isolamento acustico? Con chi lo faccio? Con quali materiali? Quanti pannelli metto?

Si inizia il giro delle sette chiese – tutti promettono con molta leggerezza che hanno ciò che fa al caso tuo, che hanno il pannello di ultima generazione col gingillo spaziale, che ti mostreranno ogni scheda tecnica…

Ma nessuno ti mette, nero su bianco, una garanzia scritta di riuscita del tuo isolamento. Nessuno.

O meglio, ti mettono fantomatiche garanzie basate sui “numeri” e sulle performance acustiche dei pannelli. 

Ma parliamoci chiaro: tu, molto probabilmente, non ne sai nulla di acustica.

Vedere tanti numeri e tante schede tecniche non ti serve a niente sul piano concreto, perché non sai come si tradurrà nella realtà effettiva e quotidiana della tua stanza… ma ti espone ad altissimi rischi di prendere una sonora fregatura!

Perché? Perché se, una volta finito l’isolamento e buttati una valanga di soldi, tu non hai risolto il tuo problema… sono fatti tuoi!

isolamento soffitto

Cosa c’è DAVVERO dietro un isolamento acustico ben fatto?

Affrontare infatti l’idea di un isolamento acustico solo come un banalizzato fatto fisico di:

rumore -> parete interessata -> orecchio

denota quanto meno una mancanza totale di comprensione di come funziona questo lavoro, se non addirittura una volontaria malizia di approfittarsi dell’ignoranza (nel senso proprio del termine) del cliente.
Questo per due motivi:

  1. Bisogna prima di tutto capire i rumori e la loro propagazione. Questo perché innanzitutto i rumori non sono tutti uguali.

Un vicino che ci disturba può farlo tramite rumori aerei (voci, musica etc) che viaggiano attraverso lo spazio e creano un certo tipo di vibrazione; oppure tramite rumori di impatto come lo spostamento di mobilia o il rumore di tacchi e scarpe.

In base al tipo di rumore e di ostacolo che incontra, il suono viaggia in maniera diversa lungo le superfici – questo significa che se quello che ci disturba è il vicino di fianco, non è detto che il rumore sia trasmesso solo dalla parete in comune!

Potrebbe passare anche lungo il pavimento, o le altre due pareti laterali…

(puoi verificare tu stesso questa cosa appoggiando un orecchio “a ventosa” sulle altre superfici quando c’è un rumore, tappando l’altro orecchio, per scoprire che spesso i rumori si sentono benissimo anche dove non te lo saresti aspettato)

Ecco perché, se l’obiettivo di un’azienda onesta è davvero quello di realizzare un isolamento acustico efficace…

  • una vera e propria fase diagnostica è fondamentale, anche solo per capire la fattibilità di un lavoro,
  • promettere risultati a priori, basati solo sulle fantomatiche performance di un pannello, è quanto meno sintomo di incapacità professionale.
  1. Un problema di rumori NON è solo un fenomeno fisico, ma anche ed in larga parte psicologico. Non capire questo aspetto per me, oggi, è imperdonabile – e significa che chi realizza l’isolamento NON ha davvero a cuore la salute ed il benessere psicologico del cliente, ma solo quella del suo portafoglio.

Capire cosa disturba davvero il cliente e perché, aiutarlo a stabilire una gerarchia di ciò di cui ha bisogno in mezzo alla confusione ed alla disperazione che sta vivendo… sono (o dovrebbero essere) parti concrete di questo lavoro.

È troppo facile dire “signora, deve isolare tutta la casa come un bunker e mi deve cacciare 30mila euro!” quando magari invece basta la sola camera da letto, o solo le due pareti che propagano più rumore.

Senza contare che solo capendo questi aspetti della vita e dei bisogni del cliente, ci possiamo permettere di stabilire se riusciremo a dargli la SOLUZIONE di cui ha bisogno lui in quel momento.

Ed è per questo – ci tengo a ribadirlo ancora una volta – che SilenzioCasa è l’unica azienda ad offrire una garanzia basata sul RISULTATO in cui è il cliente ad essere il giudice, e stabilire se il suo problema è stato risolto oppure no.

Cioè se il suo isolamento acustico è stato efficace, se è tornato a dormire/riposare oppure no.

Non noi. Non i fantomatici “numeri” manovrati ad arte. Non un preventivo in cui abbiamo promesso solo un tot di pannelli.

Il cliente, e nessun’altro.

L’importanza della fase diagnostica nella realizzazione di un isolamento acustico

Come vedi, adesso risulta semplice anche a te capire come chiunque prometta un isolamento acustico efficace (in realtà promette solo un tot. di pannelli) o realizzi fantomatici “preventivi a buon prezzo”, gettandoli a destra e sinistra come ami da pesca nel tentativo di acchiappare qualche cliente fiducioso/disperato…

E lo faccia senza aver valutato la situazione specifica, è nel migliore dei casi un incapace (sigh! L’ho detto davvero!) e nel peggiore dei casi un furbetto. 

Da queste premesse capisci perché noi non ci esimiamo MAI dall’effettuare una prima fase diagnostica in cui individuiamo insieme al cliente la fonte del rumore, dove viaggia e come si propaga e soprattutto qual è la fattibilità di un isolamento in base alle sue esigenze e priorità. 

Anche in questo caso però, a differenza di altri, noi scegliamo di togliere il rischio dalle spalle del cliente. Per questo motivo, il sopralluogo diagnostico del nostro tecnico è SEMPRE del tutto gratuito…

no, noi non facciamo il giochino del “mi paghi il sopralluogo e poi se fai il lavoro ti scalo i soldi”, non ci piacciono questi trucchetti e non vogliamo far sentire il cliente obbligato a fare il lavoro con noi
Sarà in quella occasione che capiamo cosa si può fare, sia in termini tecnici che in termini di bisogni del cliente e del suo budget – per tarare una soluzione su misura. 

Saresti sorpreso di scoprire quante volte, con meraviglia del cliente, siamo stati proprio noi a sconsigliare un lavoro e lasciare sul tavolo un bel po’ di soldi. 

Perché siamo buoni e cari? Forse. 

Ma soprattutto perché, a differenza di altri, non possiamo permetterci di promettere risultati che non siamo sicuri di poter mantenere (pena il rimborso completo). 

Ecco perché, quando incontri un nostro tecnico, devi solo sperare che ti dica “sì, il lavoro si può fare” – perché da quel momento in poi sai che il rischio non è più, in nessun momento, sulle tue spalle. 

È solo così che capisci che stai comprando davvero la soluzione, e non un manufatto. Ciò che risolverà una volta per tutte il tuo problema di rumore.
Solo così starai comprando davvero il silenzio a casa tua. 

E allora sì, che l’isolamento acustico ti restituirà finalmente il sonno, la pace e la tranquillità che meriti e di cui hai bisogno.

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