Qual è il migliore isolante acustico? Perché è la domanda sbagliata

Qual è il migliore isolante acustico?

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“Qual è il migliore isolante acustico?” è una delle domande più sbagliate nel campo delle insonorizzazioni: ecco perché

Oggi affrontiamo una delle domande più comuni ma – come vedrai – anche più fuorvianti nel campo delle insonorizzazioni. 

Parlo ovviamente dell’annoso quesito sui fantomatici “materiali acustici” (presto capirai perché uso le virgolette) e sulla loro efficacia. 

Se hai deciso di insonorizzare casa, infatti, probabilmente ti è capitato di chiederti:

  • Qual è il migliore isolante acustico?
  • Con quali materiali ottengo il migliore isolamento acustico?
  • Qual è il materiale isolante acustico più performante?
  • Quali sono i materiali che assorbono il suono?
  • Cosa mettere per l’isolamento acustico?

Ebbene, anche se a prima vista possano sembrare sensate, la verità è che tutte queste domande sono semplicemente… sbagliate! E sono sbagliate perché partono da un presupposto errato, cioè: “è il tipo di materiale che uso a fare la differenza sul risultato”. 

Mentre, nella maggior parte dei casi, quello è solo l’ultimo tassello del puzzle. 

In pratica, valutare l’isolamento acustico chiedendo quali materiali vengono usati, è un po’ come valutare la stabilità di una casa guardando il tetto invece che le fondamenta. 

Ma vediamo le cose con ordine… 

Materiali per isolamento acustico: cosa è meglio per insonorizzare casa?

Nelle insonorizzazioni, o quando si decide di insonorizzare casa, puntualmente si giunge sempre al quesito…

Quali sono i migliori materiali per l’isolamento acustico? Cosa è meglio per insonorizzare un appartamento? E per una villetta? Per quanto sembri sensata, questa è in realtà una domanda fuorviante che potrebbe condurci fuori strada… e comprendere il perché ti permetterà di capire subito se chi si propone di farti i lavori è affidabile o meno. 

Dopo anni di studi, infatti, è ormai emerso chiaramente che non esistono “materiali acustici” veri e propri, per lo meno non come li si intende comunemente. 

Questo perché una definizione del genere ci induce a pensare che esistano dei materiali per l’isolamento acustico che “assorbono” il rumore, come fossero magici, quando non è così.

Quello che esiste sono invece alcuni materiali che possono essere usati con questa finalità, certo, ma la differenza sostanziale nella loro efficacia (o inutilità) non risiede nel materiale in sé, ma in come viene assemblato, composto e posizionato! 

Cioè, sono il lavoro diagnostico iniziale e la preparazione tecnica dei posatori a determinare il risultato, e non questo o quel materiale! È fondamentale capire questa differenza, perché ci permette di evitare errori gravi, talvolta anche molto costosi. 

Cosa mettere per l’isolamento acustico?

Partire nella propria valutazione parlando di questo o quel materiale isolante acustico, sposta l’attenzione dall’efficacia del lavoro (tradotto per il cliente: tornare a dormire o non essere disturbato dal vicino)… ad una mera performance tecnica (quanto “dovrebbe” abbattere), che non ti assicura niente sulla riuscita finale dell’insonorizzazione. 

Per riprendere il paragone della casa, è come ipotizzare l’aspetto finale di una villetta in costruzione guardando il calcestruzzo e la malta con cui sarà costruita, e non invece il disegno dell’architetto che l’ha progettata!

Capisci bene che è assurdo, vista così.

Ma il più delle volte il cliente non se ne accorge, confuso dal complicato mondo dell’insonorizzazione, dai numeri che gli vengono mostrati e dalle promesse vaghe degli installatori.  

Ecco perché dovresti stare particolarmente all’erta quando le promesse sulla riuscita di un lavoro si basano solo sull’installazione di questo o quel pannello. 

Perché è come se ti “garantissero” che la tua casa verrà bene perché useranno un certo tipo di cemento: semplicemente non ha senso. 

Il migliore isolante acustico? La preparazione dei tecnici e la fase diagnostica

Come avrai ormai capito, quindi, la vera “assicurazione” sulla riuscita dei lavori dipende dalla reale preparazione dei tecnici, e dallo studio della tua situazione specifica. Cioè, per mantenere la metafora… dal disegno dell’architetto, e non dal tipo di cemento.

Ecco perché, ad esempio, SilenzioCasa garantisce sempre un primo sopralluogo diagnostico assolutamente gratuito ed i suoi posatori sono formati, specializzati e certificati internamente. 

Semplicemente perché sono questi elementi a fare davvero la differenza e a determinare l’efficacia di un lavoro di insonorizzazione della casa

Quindi quando per insonorizzare casa qualcuno ti dice che, in generale, usa quel materiale o quel pannello perché “si applica per migliorare l’isolamento acustico” in tutti i casi… sta quantomeno compiendo una semplificazione ed una inesattezza, se non addirittura un trucchetto del mestiere. 

Spesso e volentieri, infatti, serve per giustificare l’utilizzo di materiali come lana di vetro, lana di roccia e simili, il cui vero vantaggio è solo che sono economici e facilmente reperibili… ma sui quali, per quanto perfettamente legali, esistono ancora molti dubbi di tossicità e sospetti sulle conseguenze a lungo termine che possono avere sull’ambiente e sulla salute umana. 

Motivo per cui, tra l’altro, SilenzioCasa utilizza solo materiali totalmente atossici ed ha sviluppato SonorTop, un materiale proprietario e protetto da segreto aziendale che non può essere venduto a terzi ed è quindi esclusiva nazionale SilenzioCasa. 

Ovviamente, tutto questo lavoro di formazione dei posatori, fase diagnostica accurata e sviluppo di materiali sicuri comporta una limitazione nei posti disponibili e quindi all’apparenza una “perdita” per l’azienda. 

Ma è l’unico vero modo onesto per garantire un risultato, e con il tempo questa filosofia senza compromessi ha garantito a SilenzioCasa il primato nazionale per l’insonorizzazione delle case private. È per questo motivo che la domanda “Qual è il migliore isolante acustico?” è fondamentalmente sbagliata: perché la differenza in un lavoro di insonorizzazione viene fatta da un insieme di fattori, che comprende anche la formazione dei tecnici, l’uso di materiali atossici e una fase diagnostica accurata, sempre nell’ottica del benessere del cliente.

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