Isolamento acustico pavimento? Si se è quello di sotto che disturba

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Insonorizzazione pavimento

Isolamento acustico pavimento? Ecco i risultati, i certificati di misura e quello che dice chi lo ha già realizzato.

In un precedente post, ti ho parlato del fatto che pare proprio che le liti condominiali abbiano i bambini come elemento scatenante principale (in almeno il 54% dei casi! ) Si era parlato di risolvere il problema affrontando l’isolamento acustico del soffitto.

Oggi voglio parlarti di qualcosa di simile, ma vista dal lato opposto. Ovvero sei tu che da sopra non vuoi dar fastidio a quelli di sotto.

In questo caso il problema deriva dal fatto che noi al piano di sopra, per qualsiasi motivo, riteniamo di poter dare fastidio a quelli che abitano sotto di noi. Potrebbe essere per i bambini, oppure perchè ho un piccolo laboratorio in casa, perchè ho degli animali in casa o a per qualsiasi altra ragione ti possa venire in mente. Spesso, però, sono gli inquilini del piano di sotto che non ti lasciano vivere chiamandoti e venendoti a citofonare alla porta ogni 3 per 2 per dirti che li stai disturbando.

Accade, come è avvenuto recentemente alla sig.ra Chanoux che ha un appartamento che da in affitto a Torino. L”inquilino del piano di sotto ha citofonato e richiamato così tante volte gli inquilini affittuari della nostra cliente, che dopo qualche mese decidevano di cambiare casa, lasciando l’appartamento della sig.ra Chanoux sfitto.

Abbiamo risolto e in questo caso siamo riusciti a misurare anche i risultati. Perchè dico che in questo caso siamo riusciti a misurare? Perchè per misurare bisogna avere accesso ad ambedue le abitazioni e spesso non ci si mette d’accordo, ergo la misurazione non è possibile.

Però in questo caso ci siamo riusciti e i risultati (certificati da una misurazione esterna alla nostra azienda) sono stati straordinari, con miglioramenti compresi tra i 20 e i 24 db ! Se vuoi puoi scaricare le misurazioni fonometriche effettuate (Prima dell’isolamento acustico Pavimento  Dopo insonorizzazione pavimento)

Al contrario, ho conosciuto genitori che presi da uno scrupolo massimo e da grande educazione hanno deciso di effettuare un isolamento acustico del pavimento.  E’ il caso di Linda Guidi maestra elementare di Vicenza che con un bambino di pochi anni ed un altro in imminente arrivo ha deciso che non avrebbe più voluto sentire i vicini del piano di sotto lamentarsi con lei per la presunta vivacità dei bambini.

Nota che quando dico “imminente arrivo del secondo bambino” intendo la cosa letteralmente: ha partorito il giorno che abbiamo finito i lavori di insonorizzazione del pavimento ! Linda ci ha rilasciato una testimonianza bellissima. E’ un pò lunga ma vale la pena essere letta fino in fondo.

Oggi Linda ha ritrovato la serenità, tanto che sta meditando di estendere l’isolamento acustico del pavimento anche ad altre zone della sua casa.

Ecco la testimonianza di Linda Guidi di Vicenza

Linda Guidi VicenzaCiao a tutti, sono una mamma di due bambini, uno ha quasi tre anni e la seconda sei mesi. Voglio raccontarvi la mia vicenda che mi ha portato a SilenzioCasa: io abito al secondo piano di un condominio male insonorizzato: quando alla vicina del piano di sopra cade una posata sembra sia caduta un’ascia, si sente perfino il rumore dell’interruttore quando viene accesa la luce.

Ci sarebbe da aprire una parentesi sulla civiltà di chi progetta le case dimenticando che dentro ci dovranno poi abitare delle persone, ma tralasciamo questo tema perché si andrebbe nel politico e diventa complicato.

Io sento infatti i rumori della vicina di sopra che è in movimento perpetuo e sposta i mobili anche di notte, svegliando il mio bambino che, piangendo, sveglia noi e i signori di sotto. Non mi sono mai lamentata perché è anziana e non credo cambierebbe facilmente le sue abitudini, ma soprattutto perché sono una persona tollerante ed ho capito che non sono gli inquilini ad essere maleducati o poco sensibili, ma è la casa a non essere stata costruita in modo adeguato.

Il motivo per cui ho insonorizzato una stanza non è però stato per difendermi dai rumori altrui, ma per difendere i vicini dai nostri, fatti nostro malgrado. Infatti se io sono tollerante ai rumori della vicina di sopra, diversamente è per i vicini di sotto, che hanno una crisi di nervi quando a mio figlio cade per terra una macchinina: battono contro il soffitto con la scopa gridando insulti e parolacce, ci fermano per le scale per lamentarsi aggressivamente dicendo che sono io a fare rumore e che lo faccio apposta.

Siccome non è socialmente accettabile dire che sono disturbati dai rumori del bambino, dicono che sono io. Oltre che intolleranti appaiono anche francamente paranoici, vista l’attribuzione malevola e persecutoria. Mi sono chiesta a chi non dovevano dare fastidio loro da piccoli, quanto sia grande il loro grado di insoddisfazione della loro vita, vista l’irritazione che provano nel sentire lo scorrere della nostra.

Ma proseguiamo nel racconto della mia esperienza. Una sera, verso l’ora di cena, dopo l’ inevitabile caduta di un giocattolo, il “signore” mi ha minacciato per le scale davanti al bambino di due anni e mezzo: “se continuate così, vi massacro”.

Io ero incinta e sono rientrata in casa con le contrazioni dallo spavento. Due giorni dopo sono andata dai carabinieri perché non riuscivo più a dormire e temevo una nuova strage di Erba, visto che tra l’altro lui ha il porto d’armi. I carabinieri li hanno convocati e in seguito “Rosa e Olindo” sembrano essersi calmati, tranne un’ultima fermata per le scale un mese dopo perché il bambino si era alzato alle sei ed era venuto in camera nostra a giocare.

In seguito a questi fatti ho cercato in internet dei materiali insonorizzanti da appoggiare al pavimento per farmi un isolamento casalingo, ed ho trovato il sito di SilenzioCasa.

Lì ho capito che le soluzioni artigianali non avrebbero risolto il problema e che per risolvere un problema così delicato ci vuole professionalità.

Abbiamo fatto posare da SilenzioCasa il pavimento fonoassorbente in camera da letto per scongiurare fermate per le scale, battiti con la scopa, parolacce, insulti e musi lunghi. Lo abbiamo fatto perché la nostra vita è stata condizionata pesantemente: invitavo raramente bambini a casa, me ne stavo in giro per parchi tutto il pomeriggio col pancione e la vescica che mi scoppiava per non stare a casa, non ho lasciato piangere la mia secondogenita neonata col risultato che non si sa addormentare da sola, ho accantonato alcuni giochi sonori, di strumenti musicali non se ne parla, saltare non si può, correre nemmeno.

Quando cadono i giochi per terra per un certo periodo mi si gelava il sangue perché temevo fermassero per le scale mio marito di ritorno dal lavoro. Ho fatto posare il pavimento per avere rapporti civili coi vicini e non vivere nel terrore di quella porta che si apre coi vicini inferociti che sbraitano spaventando me e la mia famiglia. Per ora i signori ci hanno tolto il saluto, lui mi ha anche sbattuto il portoncino in faccia per due volte quando io ero ad un metro di distanza con la mia bambina di poche settimane nel marsupio e le borse della spesa, ma tant’è, per il relativismo dei punti di vista, per lui sono io la maleducata perché cammino in casa mia, faccio le pulizie e mio figlio gioca.

Da sei mesi non ci fermano più, anche se ho sentito battere qualche volta per i rumori fatti in salone che non è ancora insonorizzato, ma senza insulti. Ora il bambino non gioca più in camera nostra e stiamo pensando ad un pavimento in salone.

I vicini del piano di sotto hanno detto che non hanno la possibilità economica per insonorizzare il loro soffitto. Nemmeno noi l’avevamo, ma con un finanziamento noi lo abbiamo fatto ed abbiamo aggiunto valore al nostro immobile.

La differenza tra noi e loro è che noi di fronte a un problema ci impegniamo per risolverlo, loro si lamentano e sbraitano aspettando che siano gli altri a cambiare e gridando soluzioni assurde come il massacro o aspettandosi che un bambino di due anni stia fermo e zitto per non disturbare i vicini di sotto e, secondo il loro pensiero paranoide, non fare venire loro un infarto.

Avete letto bene, il vicino ha proprio detto di smetterla di fare rumori, perché non può prendersi arrabbiature essendo malato di cuore. Oltre che invitarlo a cucinare senza grassi e a fare sport, visto il sovrappeso, nonché a fare più vita sociale, invece di fare i funghi sul divano battendo il soffitto quando cadono le macchinine del suo piccolo vicino, lo inviterei a insonorizzare il soffitto, così non sente più la voce argentina del mio bambino, che forse gli ricorda la vitalità di una vita mai vissuta.

Ma, come dicevo prima, c’è chi, come noi, pensa a delle soluzioni ai problemi e chi si lamenta e basta. Desideravo condividere una riflessione su questo tema che ho scoperto essere molto diffuso, ossia l’intolleranza ai rumori dei bambini nei condomini.

Conversando con amici e conoscenti ho scoperto che molti vanno per parchi e da amici in case singole per evitare liti e secchiate d’acqua nei giardini condominiali. Le educatrici del nido hanno detto che moltissimi genitori optano per scelte educative troppo permissive per evitare lamentele e liti coi vicini nel condominio.

So di diverse famiglie che hanno traslocato in una casa singola perché i vicini si lamentavano dei rumori dei bambini. Io e mio marito abbiamo anche visto delle case singole, ma poi ci siamo chiesti se fosse giusto che noi ce ne andassimo dopo solo un anno dal trasloco in questa casa.

Queste mi sembrano notevoli limitazioni alla libertà personale rispetto a quella di chi subisce rumori, ci tengo a precisare, nelle ore diurne, disagio che si potrebbe risolvere acquistando un paio di tappi di cera, cosa che feci io da ragazza quando non potevo riposare di pomeriggio perché il mio vicino discotecaro metteva la musica a tutto volume anche dopo avergli chiesto assertivamente di abbassarla, oppure, soluzione migliore, investendo qualche euro per insonorizzare la propria abitazione, cosa che stiamo facendo noi e che non ci pare sia tanto difficile.

Concludo dicendo che un giorno ho chiesto al mio bimbo di fare piano e lui mi ha risposto con uno sguardo mortificato “voglio giocare”. In quel frangente ho capito la follia di quello che gli stavo dicendo e di quanto sia folle la richiesta-pretesa degli inquilini del piano di sotto ed in generale di tutti questi pseudo-adulti infastiditi dalla vita. Chiedere a un bambino di stare fermo e in silenzio è come chiedere al sole di non splendere.

Auguro buona fortuna e un empatico saluto a tutte le famiglie con bambini piccoli che hanno il diritto di giocare e di vivere serenamente senza che i loro genitori vivano nel terrore che cada qualcosa per terra, consigliando loro di insonorizzare.

Non traslocate, non è giusto. Il trasloco stressa voi e i vostri bambini. Non vogliono sentire che vivete, secondo loro, “alla faccia loro”? e non fategliela sentire. Se anche tu hai problemi di rumore e vuoi insonorizzare il pavimento

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